Gli indagati posso aprire sale di gioco d’azzardo

La Prefettura di Lecce aveva richiesto la revoca della licenza -ove fosse stata concessa- per esigenze di pubblica sicurezza in quanto un titolare di una sala giochi non sembrava idoneo ad ottenere l’apertura dell’attività in quanto a suo carico risultavano esserci pendenze penali, con indagini in corso. Lo stesso titolare avrebbe potuto abusare della licenza e risultava non avere i requisiti di buona condotta richiesti dall’art.11, 2° comma, in quanto deferito all’Autorità Giudiziaria per esercizio del gioco d’azzardo aggravato ed inoltre sottoposto a procedimento penale per l’esercizio del gioco d’azzardo mediante utilizzo di videopoker. Secondo la Polizia Comunale ed Amministrativa del Comune di Gallipoli questo titolare non era idoneo ad ottenere l’autorizzazione per l’apertura di una sala giochi.

Il Tar Puglia ha invece stabilito che non si può negare l’autorizzazione di apertura dell’attività a questo esercente in quanto a suo carico risultano solo ed esclusivamente pendenze penali in corso e non condanne. Infatti essere sottoposti ad un’indagine penale non può comportare la perdita del requisito di buona condotta, dovendo essere ancora valutata in concreto: il Tar Puglia ha quindi accettato il ricorso del gestore che aveva contestato alla Polizia un “eccesso di potere” e carenza istruttoria e motivazionale e falsa applicazione dell’11 Tulps. Secondo lo stesso Tar Puglia nel caso esaminato non esistono le condizioni per negare l’autorizzazione ad esercitare in quanto il gestore non è stato mai sottoposto ad alcuna specifica condanna effettiva e quindi l’autorizzazione di Polizia non può essere negata mancandone i presupposti che sono ben delineati nella Legge.

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